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FUCK THE FACTS Stigmata High-Five (Relapse Records/Self)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Non bisogna mai sottovalutare una band che ha il coraggio di presentarsi, per la sua prima apparizione di una certa rilevanza (dopo un paio di album sotterranei, ‘Stigmata High-Five’ è l’esordio per un’etichetta di rilevanza mondiale come la Relapse Records), con una traccia iniziale realmente significativa qual è ‘La Dernière Image’, dove i Fuck The Facts si inoltrano in un vortice musicale disorientante e ne fuoriescono dopo sette minuti di peripezie strumentali varie. E in effetti se la formazione canadese voleva attirare su di sé l’attenzione dell’ascoltatore più selettivo e attento all’aspetto strutturale, oltre che formale, vi è riuscita pienamente. Qui siamo al cospetto di un gruppo che parte dal grind-core per muoversi in maniera tentacolare ad ampio raggio. O forse sarebbe meglio dire che il grind-core viene utilizzato quale base di appoggio, o quale elemento di raccordo, per una migliore coesione tra le parti. Parti che possono essere i fraseggi variabili, tanto death/black quanto heavy metal, free jazz, hardcore e persino al limite del doom, con un impianto di base che non può certo prescindere dal noise rock più violento e opprimente. Riff dissonanti e pesanti, batteria schizofrenica, break improvvisi, effetti elettronici calibrati, cambi di tempo radicali e linee vocali insane e abrasive, magnificamente gestite dalla signorina Melanie Mongeon (una forza della natura). Una devastazione calcolata che si trascinerà dietro tutti coloro i quali già declamano i nomi di Converge, Dillinger Escape Plan, Exit 13, Pig Destroyer, Association Area, Cryptopsy e Cephalic Carnage!
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