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JUCIFER If Thine Enemy Hunger (Relapse Records/Self)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Sembra quasi di dire una banalità nell’affermare che se all’interno dell’universo musicale vigesse un minimo di ripartizione dei meriti e di apprezzamento dell’effettivo valore acquisito e non demandato da contratti major o passaggi radiofonici comprati allora i Jucifer, pur rimanendo accasati presso la Relapse Records, dovrebbero stare (a livello di vendite e riconoscimenti) al posto dei White Stripes. Poi potrebbero anche esserci i White Stripes, ci mancherebbe, però se proprio dobbiamo fare riferimento a un duo maschile/femminile dedito alla generazione di suoni hard rock (e non solo, nel caso di Jucifer) allora non abbiamo dubbi su chi scegliere. Sulle scene dal 1993 Amber Valentine (voce, chitarra e basso) e Edgar Livengood (batteria) hanno evidentemente metabolizzato per bene tutto quanto accaduto sul suolo statunitense in quei fondamentali anni. E in effetti non stupisce che, dovendoli identificare, si debba fare riferimento a Melvins, primi Nirvana, Tad, Screaming Trees o, volendo citare un gruppo nato nel nuovo millennio, i Made Out Of Babies (in una prospettiva meno isterica). Quindici canzoni eccelse, che spaziano dal doom/rock all’indie rock (alternativo, noise o grunge che sia), con un approccio grezzo/melodico, un’attitudine punk morbosa e persino echi acido/psichedelici. ‘If Thine Enemy Hunger’ è album in cui la bellezza e la ruvidezza vanno a braccetto, dove emergono tanto un’anima fragile quanto una viscerale partecipazione rabbiosa. Ladies and gentlemen, from Athens (Georgia) the Jucifer. Change one letter and you will have, directly from the hell of your heart, the mighty Lucifer...!
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