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LULLABYE ARKESTRA Ampgrave (Constellation/Wide)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Invitanti. Stuzzicanti, verrebbe da dire, se i Lullabye Arkestra fossero un piatto servito caldo e proposto come antipasto di una cena in divenire. E anche se in realtà si tratta di un gruppo musicale, credo che la definizione possa andare ugualmente bene, visto che rende perfettamente l’idea di “sapore gustoso” trasmessa dalle otto canzoni che compongono il lavoro di debutto su Constellation (pur se alle spalle hanno altri dischi per etichette minori). Composti, nel nucleo creatore, da Justin Small di Do Make Say Think alla batteria e Katia Taylor al basso (oltre che entrambi cantanti), i due si fanno coadiuvare da vari strumentisti impegnati con corno, sax, violino, organo, tromba, ecc., al fine di mettere insieme un suono che non ha regole apparenti. Sboccati e irriverenti (soprattutto nel maltrattare la tradizione folk e soul) si collocano dalle parti di un rock/no wave sporco, allegorico, teatrale, grezzo e tendenzialmente lo-fi, sia nei brani più arroventati e avvelenati, che in quelli (pochi) più raccolti e meno efficaci (almeno per un ascolto “attivo e ruvido”).
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