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MOUTH OF THE ARCHITECT The Ties That Blind (Translation Loss Records)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
La bellezza di un disco come ‘The Ties That Blind’ è da ricercarsi nella sua infinita trascendenza sonora (da intendersi come profonda catarsi emotiva sperimentata durante l’ascolto), nel suo essere epico (ma con una delicatezza maestosa e mai con un “taglio grosso”) e nel suo voler sperimentare vie progressive all’interno di un contesto musicale, che sa essere post e, al tempo stesso, applicare tale concetto al metal così come all’hardcore e al rock rumoroso. Sappiate che quanto appena affermato dipinge un quadro assolutamente veritiero di ciò che sono stati capaci di produrre i Mouth Of The Architect con il loro secondo lavoro esteso e successore di un debutto già formidabile, quale ‘Time & Withering’. Il tutto nonostante nel frattempo abbiano perso per strada un chitarrista e il bassista e laddove il primo ruolo è stato gestito internamente, le quattro corde sono state affidate a Brian Cook (ex Botch e ora con These Arms Are Snakes). A ciò aggiungete un doppio attacco vocale, che in ‘At Arms Length’ viene pure incrementato da Brent Hinds di Mastodon, e il supporto perfetto delle tastiere, che donano un tocco gotico alle sei tracce (per oltre 66 minuti complessivi di durata), dove lunghe digressioni strumentali (tra sogno e incubo) vengono intercalate da voci urlate, chitarre che potremmo definire “atmospheric sludge” e ritmiche in esplosione. Pur essendo chiaro quali formazioni hanno forgiato per prime simili suoni, però dovete rendervi conto che se parliamo di “frightening power new prog” qui ci troviamo di fronte a una tra le realtà più credibili.
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