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MY SHAMEFUL The Return To Nothing (Firedoom Music/Masterpiece)
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Autore: Roberto Michieletto
Trasformatisi da duo (all’epoca composto da Sami Rautio e Harri Jussila), a one man band (con il solo Sami) per il debutto esteso ‘Of All The Wrong Things’, a vero e proprio gruppo multinazionale (Finlandia, Germania e USA) per il nuovo e terzo lavoro, i My Shameful si vanno a posizionare in alto nella graduatoria della categoria death/doom. Meno unidirezionali rispetto al precedente ‘...Of Dust’, anche in virtù dell’ingresso in line up del batterista Mark Napier, che va a sostituire la drum machine, il quartetto opta per l’esplorazione della lentezza nelle forme più malevole, limando anche quelle accelerazioni, che prima facevano saltuariamente capolino. Addirittura potrebbero essere fatti rientrare in una sorta di sludge depressivo e funereo, ambientato nella umida campagna inglese anziché nella paludosa Louisiana. Nessuna concessione melodica, sebbene le linee malinconiche latenti potrebbero attirare qualche miserabile allo stadio terminale, così come la chitarra acustica introdotta nella conclusiva ‘Return’ potrebbe illudere che sia in atto una mutazione, ma così non è. La missione di My Shameful è quella di avanzare inesorabilmente lungo la via del suono buio e tetro, avvolti da un clima musicale raggelante.
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