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THAVIUS BECK Thru (Mush/Goodfellas)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
La dimostrazione (sonora) vivente di come sia possibile, partendo dall’hip hop, chiaramente di impostazione open/avant, congiungersi con il mondo della dark-wave e dell’elettronica industriale e concepire un lavoro, che, pur mantenendo una evidente impronta “nera” (il che può essere letto tanto come cultura/razza/tradizione, che come oscurità), riesce ad abbattere ogni ipotetico confine. Ed è per questo motivo, e, innanzitutto, per il fatto (semplice a dirsi, un po’ meno a farsi) che ‘Thru’ contiene tredici canzoni fantastiche, che Thavius Beck deve essere propagandato in ogni modo possibile agli ascoltatori provenienti da ambo le sfere di competenza prima prese in considerazione. E se per coloro i quali si muovono nel contesto dell’hip hop non omologato il processo di contaminazione viene di certo più facile, magari chi appartiene all’altra parte forse sarà più scettico e meno propenso a prendere per buone le mie parole. Se però volete un parere spassionato, posso dirvi che un album simile sono pressoché certo che troverebbe gradimento a casa Skinny Puppy, giusto per fare il nome di una band che (spero ve ne siate accorti nel corso di tutti questi anni) ha spesso guardato con interesse a quanto creato da quel genere musicale che in origine si chiamava rap. D’altronde in alcuni frangenti non siamo poi così lontani da certe cose dei Cabaret Voltaire o dei Clock DVA meno ritmici. Quindi mi sa che avrete di che trarre soddisfazione ascoltando dense tessiture di sample, synth pulsanti e post apocalittici, beat scarni e urbani, cut up di strumenti acustici, melodie frammentate e voci ispirate, che in quattro casi sono quelle di Saul Williams, Mia Doi Todd, 2Mex e Nocando. Fantastico!
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