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WARPIG Warpig (Relapse Records/Self)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Lo ammetto, sinora, Warpig era un nome collocato in un remoto angolo del mio cervello, memorizzato dopo aver letto qualche articolo sulla scena hard’n’heavy rock degli anni ’70. Nulla più e nulla meno. Adesso, grazie all’opera di riscoperta messa in atto dalla sempre più eclettica Relapse, ho la possibilità di trasformare quel input in suono. E, sorpresa (almeno per il sottoscritto), mi trovo di fronte a un gruppo che, ascoltato nell’anno 2006, dimostra di essere stato capace di scrivere canzoni che non avevano nulla da invidiare a quelle dei Deep Purple. E non è un’esagerazione. Non solo per le assonanze che vi possono essere tra le due band, ma anche in considerazione dell’utilizzo delle tastiere, in chiave barocca/medievale, fatto dalla formazione canadese, che così riusciva a donare un tocco quasi bucolico ai brani, che sapevano mescolare un hard rock old style con melodie britanniche, elucubrazioni psichedeliche e una scrittura tanto incentrata sulla potenza e sugli assoli quanto su una sensibilità creativa progressive. ‘Warpig’, il loro unico album, venne prima pubblicato dalla Fonthill e poi, nel 1973, ristampato dalla London, grazie a cui ottennero una visibilità maggiore e i riconoscimenti da parte di pubblico e critica che meritavano. Però proprio le interferenze della major (passano i secoli, ma non le cattive abitudini…) portarono il gruppo al disfacimento durante la composizione del secondo album, che non vide mai la luce. A trent’anni di distanza Rick Donmoyer (voce e chitarra), Terry Brett (basso), Dana Snitch (chitarra, tastiere e voce) e Terry Hook (batteria) hanno deciso che è giunto il momento di portare a termine quel lavoro, all’epoca solo iniziato, e ormai stanno concludendo le registrazioni: welcome back!
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