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WILT Dark Meadows (Ad Noiseam)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Ormai la tracimazione di Wilt dall’ambito elettronico a quello organico e orientato verso l’etica (oltre che l’estetica) del post rock atmosferico può dirsi conclusa. E tale spostamento compositivo ha portato alla nascita di ‘Dark Meadows’, lavoro che colleziona dieci trame esplorative, legate alle forme industriali/ambientali, ma concepite ed eseguite per mezzo di una strumentazione sempre più tradizionale, visto che i sample e i synth vengono affiancati dai feedback di chitarra, dai riff acustici, in un brano persino dal piano e dalle linee di basso (mai utilizzate con fini ritmici, ma di supporto alla creazione di trame tendenzialmente rumorose). L’album si muove all’interno di un contesto sonoro, che porta alla materializzazione di ampi spazi e distese temporali dilatate. Quasi una forma di drone sound surreale, a metà strada tra field recordings e componimenti intrisi di solitaria umanità. Il quarto disco di James Keeler (adesso coadiuvato da Dan Hall) vive di complessità e intimità, di tessiture e stratificazioni, di freddo e umido, e seppur non riesca a incidere nelle singole parti, sortisce l’effetto voluto se valutato nella sua interezza, interezza per cui (tra l’altro) è stato ideato.
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