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AA.VV. Sono un’isola - Premio Bianca D’Aponte
IAN'S HOUSE
Autore: Ian Della Casa
E’ con un certo imbarazzo che mi trovo a scrivere un articolo su questo premio dedicato ad una giovane cantautrice di soli 23 anni scomparsa alcuni anni fa non prima di aver siglato un accordo con la BmG per un primo disco. Nulla da eccepire sulla validità della manifestazione, sulla serietà e la passione degli organizzatori, nonché sulle molteplici nobili finalità della manifestazione: ricordare una giovane scomparsa di talento (e se è vero l’insegnamento sartriano che chi rimane ha la responsibilità di chi se ne diparte, allora chi ha organizzato questo premio ha fatto la cosa giusta); Fornire uno spazio privilegiato per le cantautrici di tutta Italia; sostenere Emergency. Purtroppo però ciò che traspare dal disco è che il valore musicale del prodotto finale e in definitiva di ciascuna canzone sembra non fuoriuscire dall’orizzonte alquanto stagnante della canzone italiana come ormai la concepiamo da più di un ventennio. Se è vero come denuncia la stessa Brunella Salò che la canzone italiana versa in una condizione di appiattimento e di omologazione, allora appare alquanto bizzarro come non si riesca a riconoscere che, seppur le canzoni non siano tremendamente orribili come un brano del miglior Gigi D’Alessio (tanto per citare il peggio del peggio), queste risultino alquanto banali nelle scelte sia compositive che di sound. E anche se sembra alquanto lontana l’alba in cui i nostri artisti sapranno spingersi davvero oltre i sentieri battuti dai loro padri, C’è da chiedersi se i tempi non siano maturi per arrivare ad un ripensamento complessivo di quelle che sono le istituzioni della canzone italiana, riconoscendone magari il carattere obsoleto se è vero, come è vero che il meglio sia della canzone italiana ed internazionale ha ormai scelto canali completamente diversi. Il premio Bianca D’Aponte e la pubblicazione di questa compilation sono insomma frutto di una nobile iniziativa, che si distingue comunque in mezzo ad una orda di festival orrendi che purtroppo invadono la Penisola: primo fra tutti il carrozzone sanremese. Ciò detto però, gli organizzatori dovrebbero spingersi oltre, senza accontentarsi del già fatto, guardando invece a un più ampio bacino di artisti, come ad esempio quelli che circuitando nell’eterogeneo mondo dell’indie (spesso contaminato da orrori simili a quelli dei peggiori prodotti mainstream) hanno scelto la strada di una promozioni fatta più sul web che altrove. Ian Della Casa
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