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Heathcliff & Catherine Regina Della Notte - Autoprodotto
IAN'S HOUSE
Autore: Ian Della Casa
“Regina della notte” è il singolo di lancio del progetto Heathcliff & Catherine, trio romano formato da Stefano Teatini (tastiere, piano, campionamenti e programmazioni nonché vero leader della Band), Chiara Ferralis (Voce Femminile) e Roberto Baldassarri (Voce Maschile davvero bravo). Sulla carta il progetto sembra essere ambizioso e diretto in maniera coerente nonché originale verso una conciliazione creativa di classicità e modernità, di vecchio e nuovo, di luce e tenebra, di apollineo e dionisiaco ecc. Quando si inserisce il disco nel lettore però, ci si rende subito conto che le cose non stanno proprio così.. Mentre il recitato maschile è davvero espressivo e quasi mai scade – tranne in rare occasioni – nel patetico, il cantato femminile, complice l’ordinario timbro della cantante e la banalità della melodia, assume connotazioni che definirei techno-trash, come in certi progetti techno gotici che tanto andavano di moda negli anni novanta in Germania e in altri paesi nordici. Ma la cosa davvero più sconcertante è il testo. Come si possono scrivere nel ventunesimo secolo versi come “Dea Sublime che la luna miri...”? Come è possibile comporre oggi dei versi carichi di anacronismi e forme espressive a dir poco desuete, frutto di un linguaggio e di uno stile che può essere collocato fra il XIV sec e l’800? Ora lungi da me impartire lezioni, ma si può realmente pensare di usare oggi un linguaggio così tanto lontano dalla lingua viva e dall’uso? L’italiano è una lingua e in quanto tale essa è un organismo vivente e in quanto tale non può esimersi, persino nell’arte, di parlare il linguaggio del proprio tempo. Ecco perché l’italiano dei Dante non è lo stesso di Leopardi, né quello di Leopardi non è quello di Zanzotto. Ed è naturale che sia così, pena la più totale stasi nel campo della cultura e del pensiero. Forse, anche in questo caso, siamo di fronte all’ennesimo prodotto del sistema educativo italiano che ci attedia col Manzoni e ci lascia completamente digiuni di tutta la magnifica cultura artistica e letteraria del XX e XXI secolo. Nonostante gli soforzi di rendere la nostra cultura di base più contempoanea, i risultati, come si vede bene, stentano ad arrivare. Ian Della Casa
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