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Thomas Belhom No Border - Ici D’Ailleurs/Wide
IAN'S HOUSE
Autore: Ian Della Casa
Quando ero ragazzino sognavo di compiere diciott’anni, diplomarmi e di girare il mondo a bordo di qualsiasi marchingegno meccanico fosse dotato di un propulsore e di un finestrino dal quale poter osservare il mondo che scorreva via lentamente. Più che voglia di viaggiare o di andare altrove, la mia è sempre stata inquietudine di movimento o per meglio dire desiderio irrefrenabile di osservare il mondo scorrere fuori da quel finestrino. So che può sembrare bizzarro, ma è quello che io chiamavo felicità. E devo dire che di momenti magnifici durante i mei viaggi ne ho avuti, come quello di ritorno a casa da Lione in cui trascrivevo sul mio taccuino il testo di Suzanne di Leonard Cohen o i vari viaggi in tutta la Germania sulle note di Feast of Wire dei Calexico o di qualche altro vecchio album dei Giant Sad fino a quelle dolorose marcie piene di malinconia in cui mi accompagnava la musica dei Black Heart Procession. Lungi dal volervi ulteriormente attediare con le mie personalissime memorie, no border di Thomas Belhom parla di tutto questo. La sua è musica inquieta e per grandi spazi, per cuori aperti e polmoni famelici, per occhi avidi di luci inedite e paesaggi in cui il silenzio risuona sempre con una melodia nuova. Questo disco non vi parlerà della Germania o della Francia o di chissà quale altro apese né vi offirà la percezione chiara e distinta di tutta la musica che avete ascoltato, ma vi obbligherà a intraprendere un viaggio nella vostra memoria di viaggiatori, in quella dimensione della coscienza che perennemente si muove verso nuovi orizzonti siano questi fatti di terra, mare, alberi, fiumi, note e parole. Ian Della Casa
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