OXFORD COLLAPSE
Remember The Night Parties (Sub Pop/Audioglobe)
Gold Sounds
Autore: Emanuele Barletta
Che ormai la Sub Pop porti avanti un discorso di etica sonora anzichè di estetica, è cosa risaputa. Solo così si scopre il filo rosso che tiene insieme le uscite degli ultimi (diciamo) 3 anni. E si scopre anche che in realtà i riferimenti sono tutti legati ad un meraviglioso immaginario americano di fine anni ’80 ed inizio ’90, che per convenzione siamo soliti chiamare “indie”. Diciamo meglio: l’origine della specie. Gli antenati illustri dei fenomeni da vetrina degli ultimi tempi. Non fanno eccezione gli Oxford Collapse, un trio newyorkese che non ha però praticamente nulla in comune con gli artistoidi Liars o i frequentatori degli atelier di moda Strokes. Qua si è infatti in zona Sebadoh e Built To Spill, solite (e solide) chitarre su ritornelli rapidi, canzoni svelte ed agili. Canzoni. Si, con la C maiuscola. Potrebbero non dispiacere a chi ha consumato Funeral degli Arcade Fire. Approccio diversissimo, senza dubbio: meno barocchismi, pochissime sensazioni di retrogusto emo (ommaigod!), un approccio più fisico alla musica, due o massimo tre accordi, palla lunga e pedalare. Ma non è assolutamente un demerito. Anzi, sono proprio questi i loro punti di forza!