Non spenderò troppe parole su questo lavoro, perché davvero non le merita. Si tratta di un ciddi di veteromarxismo con sotto un po’ di elettronica che spazia dal truzzo al fighetto sovrastata appunto da un ciarlatano che declama testi di una banalità sconvolgente, che a dir poco si adeguerebbero ai cori da stadio o da corteo comunista vista la povertà di linguaggio, la banalità dei contenuti e la totale approssimazione con cui vengono declamati. Leggere poi, nel breve messaggio allegato al disco, che Cosmo Rosso è un’ipotesi di positivizzazione del linguaggio a presa diretta in cui la musica svolgerebbe un ruolo funzionale ai concetti sortisce l’effetto solo di farmi ancor più adirare. Perché in questo cd non c’è né musica e tanto meno ci sono concetti. C’è solo banalità ideologica portata alle sue estreme conseguenze. Come se un gabber con ormai un’attività cerebrale inesistente si mettesse a fare comizi per strada dopo aver letto la vita di Marx su Novella duemila. Un lavoro indecente che forse può servire a chi lo ha realizzato come valvola di sfogo psicologica ed esistenziale, ma che di certo non serve a noi che lo aggiungiamo al cumulo di spazzatura che oggi purtroppo ci circonda. www.musicalboxeventi.com
Ian Della Casa