Plastica, un nome un destino avrebbe detto Luttazzi, magari con piglio più umoristico del mio. Tre polistrumentisti, produttori e dj’s uniscono le proprie forze per questo progetto che sembra aver raccolto riscontri unanimi in giro per l’europa. Pop, funk, house, dance e anche, qua e la, rock costituiscono gli ingredienti principali di questo frullatone vitaminico da after hour che emana i suoi effluvi para-salutisti da quel di Milano. Ma i risultati sono ben lontani dai fasti dell’era chemical beat, nonostante la mano di Marco Messina intervenga in fase di mix finale, e se questo è il post (qualcosa... kemical... house?) qualcuno (dio o uomo) ce ne scampi. Stop, eject!