Una sottile vena psichedelica ammanta l'impianto rock sixties immaginato dai Vegetable G, giunti alla loro terza prova su strada: sono infatti copiosi inserti di caldi sintetizzatori Yo La Tengo, Rhodes e tastiere a sfuocare morbidamente la scrittura del sornione trio pugliese guidato da Giorgio Spada. Sorridenti memorie Fab four (l'iniziale "Cox Man", sentito omaggio alla prima cartuccia di "Revolver"), spensieratezze per archi da giardino vittoriano ("Go Wild"), il folk da galassia in una stanza di "God Bless", il beat minimale in loop di "(May) Be Like God" e ancora il taglio cinematografico al di sopra di ogni sospetto di "Life".
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