Tornano i Settlefish. La band di stanza a Bologna, ma dall’innato profilo internazionale torna con un disco indubbiamente più divertente del precedente e acclamato da pubblico e critica “the plural of the choir”. Debbo dire che la qualità e lo stile delle loro composizioni non ne risentono affatto. Questo disco si presenta molto meno post-rock, molto meno difficile ad un primo ascolto, come sosterranno i più critici fra voi, ma infinitamente più rock risponderei io e non è un male. Un disco davvero divertente, che non scade mai nel banale. Mi dispiace solo di liquidarlo con una recensione, perché merita davvero un approfondimento. Spero ci si possa ritornare su e spero non mi accuserete di tediarvi sempre con le solite cose. Io per ora lo converto me lo sparo in cuffia di continuo. Poi vi dirò meglio. Voi fate lo stesso. Ascoltatevelo in cuffia o con un buon impianto e ne apprezzerete non solo il groove e l’attitudine assolutamente indie-rock e spiccatamente pop, ma anche la complessità di suono che contiene. Una riconferma di un buon gruppo e forse un’uscita destinata a segnare il 2008. E’ presto per dirlo, ma il primo ascolto raramente mente sulla natura dei grandi dischi.