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TRIBRACO A Wrong Way to Do That (autoprod. 2007)
MoonFish WORLD
Autore: MoonFish
Ora ci infilo un paio di recensioni di dischi che per un disguido erano andate a finire solo nel sito, ma che secondo me invece meritavano la carta. E non fate battutacce. Parliamo del Tribraco. Il Tribraco è un trio di Roma. Il Tribraco poteva essere il mio gruppo preferito, perché la prima volta che li ho visti avevano in formazione i miei due chitarristi preferiti di tutti i tempi: Lorenzo Tarducci (reo di trascorsi con la band di rock demenziale De Massackros) e Davide Catraro (del quale finora la creatura che ritengo più importante furono i Latex Exam. Gloves). Si parla di musicisti della mia zona: Recanati, provincia di Macerata. Ma il Tribraco è un gruppo di Roma. Anzi un trio, visto che Catraro non ne fa più parte da un bel po’ ormai. Che farebbero questi? Rock scomposto che potrebbe sembrare improvvisato e invece è un difficoltoso esercizio tecnico nonché di memoria… Due chitarre e una batteria influenzate da Zappa (tanto Zappa!), ma anche da John Zorn. Ma passando ad un’altra asse uno potrebbe anche dire che sono influenzati dai King Crimson, ma anche dal kraut-rock. Ma ascoltandoli e riascoltandoli le zeta di Zorro ci stanno meglio, quindi vada per Zappa e Zorn. Dal vivo sono ipnotici e fenomenali. Su disco? Più o meno. Manca il calore umano e quello derivato dal bourbon, ma “A Wrong Way to Do That” è un demo che rende bene l’idea di cosa questi tre loschi figuri (più Biscia, il ratto della Sabina, neopoeta ospite nel brano “The Human Cannonball”): sei brani costruiti con l’intento di attorcigliare il cervello di chi suona e di condividere l’aggomitolamento con chi ascolta. E funziona, datemi retta. Almeno rende più vivibile l’attesa per il prossimo concerto.
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