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SEXUALLYCONFUSED COME BACK - Il MEI a Faenza (SexuallyRecords, 2010)
Sexually Confused
Autore: Massimo Ronchini
Periodo di grandi ritorni nelle sempre più puzzolenti pagine di questo giornale, avrete notato. L’apparizione di Nooz nello scorso mese anticipa quella del sottoscritto che oltre a non aver avuto più molto tempo a disposizione era entrato in una critica fase di apatia nei confronti nella musica in genere. O meglio, le uniche espressioni del viso che riuscivo a fare di fronte a qualche nuovo ascolto potevano essere tradotte in “questa canzone è carina” oppure “questa canzone è brutta”! Insomma, oltre alla qualità sintattica (o sintassica? boh! il correttore di word sostiene “sintattica” per cui w la tecnologia! e l’ignoranza!) pari a quella di un bambino di prima elementare non sarei mai riuscito a coprire ben sedicimila caratteri. Invece eccomi nuovamente qua, sarà forse stato il gelido freddo che è entrato prepotentemente nel mio cervello ma sta di fatto che è tornata la voglia di scrivere due cazzate. Il MEI a Faenza (Novità Records, 1800) Comincio seriamente. Oggi è mercoledì 21 novembre 2007. Dopo diversi anni di assidua presenza al Mei di Faenza, quest’anno, a ricordarmelo, è stata prima una simpatica ragazza dell’organizzazione che mi ha gentilmente invitato a partecipare proponendomi la prenotazione di un banchetto come “associazione MarinaioGaio” come lo scorso anno, ed in secondo luogo il nostro irriducibile, indistruttibile, inossidabile, sempre più “rompicoglioni”, direttore Massetti. Trascorsi diversi minuti di riflessioni e indugi del tipo (“…ogni anno, quando finisce il Mei mi prometto di non andarci più…” – “…tanto è sempre la solita solfa...” – “...basta, non ce la faccio più a vedere milioni di gruppi che lasciano milioni di promo in milioni di banchetti dove milioni di persone promettono un milioni di ascolti...” – “…cazzo, l’anno passato c’erano addirittura Pupo e la Mescal, e quest’anno???…”) la versione più sanguinolenta, depressa ed indubbiamente sadomasochista di me decide di dire SI anche quest’anno. Con Musicclub. Oggi è venerdì 23 novembre 2007. Sto passando i cinque minuti prima della cena davanti al mio personal computer, giusto per dare un occhiata al programma del meeting e a qualche comunicato stampa sulle conferenze in programma e sui premi che verranno assegnati. E mi dispiace, perché non riesco a trovare conforto se non per la presenza di quelle poche realtà che tanto stimo e tanto mi garbano (leggi Tafuzzy, Cane Bagnato e certamente altro che ora dimentico…) Di certo lo sconforto arriva per il solito presenziare della siae, delle cosiddette etichette finte indipendenti e di certo non per la meno importante presenza di diversi negozi di dischi e vinili. (come dice Bart, anzi Bort scusate: perché qualche visitatore dovrebbe provare interesse a comprare il mio disco a dieci euro quando dietro di me vendono i Nirvana allo stesso prezzo se non di meno?) Effettivamente si, perché?! Quindi arriva l’idea, arriva la campagna “Mei: cambiamo o boicottiamo” Intanto mi limito a non tirare insulti gratuiti che porterebbero solo tornare indietro come boomerang accompagnati da qualche querela! Mi invito pertanto a rimanere tranquillo e nel frattempo vi invito a partecipare a questa campagna di raccolta messaggi, perché è proprio di questo che si tratta. Raccolta di messaggi. Messaggi nei quali, spero molti di voi, potranno scrivere la propria idea cazzo, si quanto mi sento “scuola elementare”, la propria gioia, felicità, oppure la propria rabbia, indignazione, vergogna, incredulità, preoccupazione, attraverso ogni mezzo espressivo, dal disegno all’illustrazione, da una foto ad un semplice pensiero scritto, senza farvi troppi problemi di censura, ed inviando tutto per posta al sottoscritto. (l’indirizzo mail è sexuallyconfused@libero.it! Ragazzi, evitiamo antrace e derivati, so che siete capaci di mandarli anche via e-mail) Prometto che pubblicherò ogni vostro pensiero su queste pagine. Ma andiamo al sodo. Ti pareva!? Nemmeno a farci apposta, una delle poche buone nuove del mei arriva proprio durante il pranzo del sabato, tra degli ottimi gnocchi con le melanzane ed un cordon bleu, quando mi viene consegnato un disco da un giovane conoscente del direttore Massetti. La band in questione risponde al nome di Vegetable G e la musica che propongono si accomoda dolcemente tra le chitarre in pieno stile Grandaddy e le atmosfere tipiche dei migliori brani di Loveless, e perché no le sinuose ballate nere dei Jesus and Mary Chains. Insomma mi piacciono perché sono semplicemente piacevoli, da sentire a casa. Un ultimo breve accenno nonché plauso ai ragazzi di Modena, amici dell’amico Davide “Bombanella” Cristiani (evviva la proprietà transitiva!!!) che oltre a sfornare dei dischetti dal pakagin decisamente notevole (che di sicuro approfondirò nei prossimi mesi sempre su queste pagine…) gestiscono il “Lavabo”, nuovo (almeno per quanto mi riguarda) simpaticissimo posticino per musica in prossimità di Modena. Faccio in tempo ad uscire dal tendone ed e sembra già notte buia, un megafono emette il classico suono dell’accensione, sarà forse il messaggio di chiusura? DlinDlon – messaggio di servizio, hanno terminato le targhette “bort”, hanno terminato le targhette “bort”!!! Fine. Dal Mei di Faenza ad una certa Annie Clark – St. Vincent Proprio qualche giorno prima della mia partenza per Faenza, mentre me ne stavo davanti un portatile, un dolce viso parzialmente coperto da alcuni riccioli mori mi fa l’occhiolino direttamente dalla prima pagina di un magazine patinato dal nome PIG che fino ad oggi non ne conoscevo nemmeno l’esistenza. (Vi starete chiedendo: Hei massi, ma da dove cazzo vivi? a casa mia, il fatto che proprio in questo istante sto scrivendo da un café nel centro di Senigallia, dove c’è anche il servizio wireless gratuito e sono circondato da giornali!!!) Di questa ragazza invece, all’anagrafe Annie Clark, aka St. Vincent ne avevo sentito parlare senza dare però troppo peso ai discorsi. Mi precipito a sentire qualcosa, si, proprio li, su myspace. (ma a voi ha rotto le palle myspace? se tra un annetto boicottassimo anche quello?) Il primo pensiero rimane però concentrato nei suoi lineamenti e riccioli mori, ovvero il puro riflesso della sua musica. Un accozzaglia di delicatissime melodie rockfolk, accompagnate dalla sua bellissima voce e sporadicamente scosse una volta da cambi ritmici che “aprono e chiudono” il brano (Marry Me) un’altra da incursioni elettroniche di autentico stampo cantautorale, capaci di trasportare i brani in orizzonti futuristici. Non so se comprerò il disco, forse me lo scaricherò, per adesso mi limiterò solamente ad ascoltare ed apprezzare una manciata di brani nel suo myspace (www.myspace.com/stvincent). Per ultimo scopro addirittura che verrà a suonare a Milano, il 10 dicembre alla Casa139, segnate gente!
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