Lo capisci subito se un disco ti emozionerà come un lunedì mattina, o come un freddo viaggio in una sconosciuta città della Nuova Zelanda, di quelle classiche città dove l’importanza artistica dell’unico carrozziere presente può essere benissimo rapportata al Colosseo a Roma. Avete capito insomma. Comunque non è di certo questo il caso. Tutt’altro. Questa potrebbe essere una vacanza a Dresda piuttosto. Oppure ad Helsinki se vi piace di più. French Fries! è in assoluto la mia passeggiata preferita di inizio anno. In un freddo corso di inverno, in uno di quei centri storici metropolitani ma non troppo, dove, attorniato da persone che mi ballano intorno, sento improvvisamente caldo alle orecchie, e scopro l’innato gusto nel sostare davanti alle vetrine a fissare le cose, la loro staticità, la loro capacità di attrarmi, sempre circondato dalle persone che ballano. Intuitiva elettronica, discrete linee di cantati, ottime idee, di quelle che ti fanno fare si con la testolina, di quelle che decidi finalmente di entrate dentro e comprare. E ricominciare poi a danzare tra le vie del centro. Una piacevole sorpresa.