Sembrerebbe che l'intenzione degli Stasi (o delle Stasi, visto che la band è per tre quarti femminile) sia quella di mescolare sonorità rock a elementi elettonici, con l'aggiunta del violino suonato da Cristina Puia, polistrumentista e fondatrice del gruppo. Il dramma è che ciò che emerge è principalmente un gruppo pop italiano con la voce femminile predominante, come potrebbe essere diciamo una Giorgia o un'Elisa, purtroppo però né testi né melodie restano in testa, e l'opinione che ho riscontrato e condiviso con altri ascoltatori è che le canzoni risultano noiose, l'unico pezzo che si fa notare è "automaticamente", canzone più grintosa nella quale sopratutto nel finale si ascoltano passaggi di buon rumore quasi alla Radiohead!