La risposta trevigiana all’America del sogno infranto, delle gas stations perse in chilometri di nulla desertico. Un EP di sei tracce dall’ottima produzione che riversa colate infiammabili di hard rock cadenzato in odor di Sabs e Kyuss, e che propone tutte le matrici di un suono spartano eppure avvolgente. Come la colonna sonora di un road movie. “Number” è talmente sfacciata da farsi ascoltare senza sosta, soprattutto quando non disdegna un rifferama più acido e psichedelico. Certo ci sono ancora molte ingenuità, e qualche angolo da smussare: la voce di Vannijoe non sempre è ben coesa al tessuto musicale nonostante sia ben calibrata e certamente talentuosa, ed il lavoro chitarristico (ottimo nell’elaborazione di un flusso ritmico costante ed ispirato) potrebbe insistere maggiormente sugli assoli, un tantino trascurati nell’ottica complessiva dell’album, ma le premesse ci sono tutte, e “Desert in a Drop” canta la propria passione per un sound ed un mondo con toni talmente forti da non poter non essere apprezzata.