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BILL DIXON & EXPLODING STAR ORCHESTR “Bill Dixon & Exploding Star Orchestra” Thrill Jockey
FINAL MUZIK
Autore: MARCO CASTAGNETTO
Coronamento artistico e stilistico per l’attivo Rob Mazurek, che segna con questa specifica release una collaborazione sentita e particolarmente fruttuosa. Mazurek incontra Bill Dixon sui palchi del Guelph International Jazz Festival, e rimane particolarmente colpito non tanto dalla performance del maestro, quanto piuttosto da una fase del sound check: in quel momento nasce l’idea di implementare all’interno della line up a tredici elementi della Exploding Star Orchestra la voce peculiare di Bill Dixon, quel suono di tromba che ha accompagnato tra gli altri Ornette Coleman, John Coltrane e Cecil Taylor, e che si è evoluta sporadicamente in vesti editoriali e più assiduamente in sede accademica. Il risultato è un album fresco come soltanto una performance live può essere, strutturato su tre lunghe suite giocate su un vastissimo range espressivo, e che concedono spazi, pieni e vuoti a textures sonore ricche di pathos e di astrattismo virtuoso. La prima scrittura si dipana su sentieri che se pur mantengono in mente le coordinate free della big thing Newyorkese riescono a ritagliare ambienti personalissimi ricchi di contrappunti ritmici ed armonici: gli ottoni di Dixon e Mazurek non sormontano il suono generale, ma ne sottolineano l’incedere attraverso risposte e interventi rochi, a metà tra il suono urbano e gli spigoli dell’accademia. Poi subentra, nella seconda composizione, un mood latino che si costruisce su un pattern coordinato per poi sfilacciarsi all’improvviso lasciando l’accensione della miccia ancora alla fantasia di Dixon. Più scura nelle atmosfere l’ultima composizione, carica di una tensione emotiva in cui aleggiano gli spiriti inquieti di Sun Ra e di quel capolavoro visionario di “Bitches Brew”: groove libero ma controllato, echi di vibrafono e timpani, ed un onnipresente tessuto di fiato ad ammantare la scrittura, spostandone le coordinate di volta in volta su più discreti close up descrittivi o su movimenti espressivi inconsueti ed informali. Un disco che rappresenta il concretizzarsi di un rigore compositivo unico ed inimitabile, e che merita una vetrina ad ampio respiro. Anche fuori dalle accademie.
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