Punta decisamente in alto questo nuovo lavoro sulla lunga distanza degli Avvolte Kristedha, lo si capisce già dalla confezione elaborata e sontuosa. Stesse parole potrebbero spendersi per la musica, anche se l'inizio non è dei migliori, la strumentale "Supercombi" che inaugura le danze manca paurosamente di organicità, frammenti ora eterei ora aggressivi si susseguono repentinamente senza apparente criterio e la traccia sembra voler svolgere il ruolo di sommario per le pagine successive del disco più che di un pezzo compiuto. Anche il successivo "Linfa vitale" irrita con quei pochi secondi di aperture chitarristiche tra strofa e ritornello che delineano una forse malvoluta dinamica nu-metal. Poi fortunatamente si migliora, il terzo brano è il primo a coinvolgere seriamente, con "la memoria, il canto, la marea" le chitarre smettono finalmente di fare il loro lavoro e si diluiscono in una superba progressione di noise ovattato. "Si così" palesa le proprie influenze e poi tenta il sorpasso a destra, ci riesce sfiorando lo specchietto, la rarefatta "Svaria II" riesce a far dimenticare il precedente strumentale. In sostanza gli Avvolte Kristheda hanno tutti i numeri per smuovere la scena nostrana: le colonne portanti del rock alternativo italiano anni 90 sono il checkpoint da superare con maggiore sfacciatagine, per far ciò è già notevole la ricerca compositiva, c'è ancora spazio per lavorare sulla scelta dei suoni e sulla costruzione dei pezzi.