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THE PROBABLY GROUP “performance” (Polpo Records, 2008)
Sexually Confused
Autore: Massimo Ronchini
Marco Bernacchia, in questa occasione, si cimenta nella messa in scena di un gruppo probabile. Il gruppo musicale che si esibirà nella rappresentazione di un comune “live” non sarà altro che il frutto di una visione fantastica, infatti, la performance si compone di due musicisti, che sono invitati e messi insieme su un palco, (spesso può accadere che questa associazione sia effettuata a loro insaputa, e i musicisti chiamati si incontrino per la prima volta sul palco nel momento della esibizione). I musicisti suoneranno strumenti realizzati con oggetti di recupero e elementi naturali quali rami, tronchi o taniche di petrolio prodotti dall’artista Marco Bernacchia. Ogni concerto è una performance a se, l’unica costante è il nome del gruppo che rimane fisso. I musicisti cambiano, e a secondo degli interpreti, varia anche l’estetica e la musica prodotta. La situazione che si crea durante i concerti, è una parodia di una boy band. Sarà simile l’approccio creativo, ma paradossale nel risultato finale. Le major (grandi etichette discografiche che decidono i gusti altrui) prendono decisioni solo dopo aver controllato il trend e i sondaggi di gradimento del pubblico che vogliono raggiungere. Nel caso invece dell’operazione di Bernacchia la priorità assoluta è quella di creare una situazione di caos dovuto alla situazione paradossale creata. La libertà dell’evento è chiara, come è chiara la propensione verso un gesto semplice e slegato dalle mode e dalle ricerche di mercato attualmente in corso. Il risultato finale si concretizza in un look volutamente dimesso e poco credibile. Questi elementi associati tendono proprio a sottolineare la situazione di degrado sociale che questo concertoperformance tende a rappresentare. THE PROBABLY GROUP, per mezzo di un’estetica del catastrofico, sembra sottolineare in maniera marcata come una creatività libera e slegata dalle tendenze possa ancora oggi esistere nella società contemporanea che pur nascondendosi dietro la libertà tende giorno dopo giorno ad una omologazione schizofrenica dell’individuo. Nel particolare gli strumenti “oggetto” che il gruppo “PROBABLY GROUP” ha suonato sono: una batteria composta da taniche di benzina e bidoni di vernice sui quali sono state montate vere meccaniche per batteria e una chitarra innestata con un ramo d’albero, i musicisti invitati per la prima tappa della performance itinerante tenutasi ad Urbino all’interno dell’accademia delle belle arti sono stati Francesco Zocca e Riccardo Ceccacci (entrambi componenti dei lleroy). Due fari posizionati uno a sinistra e l’altro a destra del palco proiettano le ombre degli strumenti e dei corpi dei musicisti sulle pareti circostanti, emanando un bagliore rossastro interrotto dal buio circostante alla performance. I corpi tesi e rigidi hanno alle loro estremità, al posto del viso, delle maschere. Dei parallelepipedi bianchi si stagliano dalle spalle tendendo verso l’alto e creando degli angoli duri e violenti ammorbiditi dalle proiezioni di ombra provocata dalla frapposizione dei corpi tra i fari e le pareti. Il suono si propaga violento e serrato. Ritmici impulsi di cassa mantengono alta la tensione degli statici feedback prodotti che a volte vengono interrotti da violenti scatti d’ira, ripetitivi e istintivi, che arrivano diretti a graffiare. Quando si raggiunge la quiete e si spengono i fari, un brivido, calmo, attraversa a piccoli passi l’intera lunghezza della spina dorsale e gli applausi partono scroscianti come la pioggia di marzo partiti spontanei dal pubblico presente. Da questa performance è stato prodotto un cd/dvd contenente l’audio e le riprese video della performance che uscirà nel 2009 per l’etichetta veneto/marchigiana POLPO records.
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