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WHITE PULP - Ashamed of Yourself (autoprod. 2008)
MoonFish WORLD
Autore: MoonFish
Gli White Pulp sono una band di qua dei dintorni il cui nome circola già da un po’... Animali da Rockaway, nel bene e nel male una birreria della costa marchigiana che è diventata un punto di riferimento per una moltitudine di quei nerovestiti (darkettonmetallartruzzinblackbikers) più interessati all’abito che al monaco. Superficiali, diciamolo pure. I giornali di chiacchierette e pettegolezzi locali avevano già parlato dei White Pulp quando utilizzarono qualche femmina di quella scena per realizzare un primordiale videoclip ormai già fatto sparire dalla circolazione. Oltre a questo erano già noti ai più perché alcuni di loro provenivano dai Posthuman, tribute band a Marilyn Manson... Certo, le premesse non saranno delle migliori, ma poi li ho visti dal vivo. E m’hanno convinto. Hard rock industrialeggiante suonato bene e con un’ottima performance: una lunga gavetta negli U.S.A. deve essergli stata utile, direi. E insomma alla fine eccoli qua col loro album di debutto “Ashamed of Yourself”. Riferimento principale Nine Inch Nails, naturalmente, ma lo sfondo rock è più presente di quel che si possa immaginare. In pratica abbiamo uno strato di elettronica applicata ad un hard rock grunge neanche troppo velatamente glam. Certi pezzi se non avessero effetti electro sopra non sfigurerebbero nel repertorio dei Motley Crue, tipo “80s”, ma questo non è un difetto. “Highest Star” è probabilmente il pezzo più carico del lotto, e stupisce che sia piazzato a metà dell’album, che invece parte in sordina con un pezzo molto tranquillo come “Black Out”. E si alternano brani pesanti, intermezzi eterei, ma non si perde mai il rock’n’roll come ingrediente primario. Certo, non aspettatevi niente di nuovo, ma è un niente di nuovo fatto bene.
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