Live Club
RIOT STUDIO
Info locale:
RIOT STUDIO VIA S. BIAGIO DEI LIBRARI NAPOLI INFO: 081/7901166 www.riotstudio.it
A CASA
Cos'è "A Casa"
Lo spirito
"A Casa" giunge alla seconda edizione, dopo una prima esperienza a dir poco fortunata. In un "music business" che macina fenomeni passeggeri ed eventi effimeri, che alimenta una fruzione della musica sempre più superficiale e frenetica, improntata al "mordi e fuggi" e incapace di creare un collegamento reale (leggi: non virtuale) tra chi ascolta e chi suona, la rassegna pensata da Wakeupandream e Riot Studio intende dare ai concerti una cornice di senso più profonda e densa, collocandoli in un contesto che valorizzi dialogo, conoscenza, relax e relazioni. Significativa, da questo punto di vista, la scelta di aprire lo spazio dal pomeriggio. Niente palco, ascoltatori e artisti a stretto contatto, può scattare l'empatia o anche il rifiuto, non ci sono filtri o tranelli;ma di sicuro si comunica qualcosa. Si inizia presto, dunque, e si finisce presto.
Il programma
Gli appuntamenti di "A Casa" si terranno, tranne rarissime eccezioni, per due sabati al mese, da qui a luglio
sabato 17 marzo 2012 PAN AMERICAN (Usa)
domenica 15 aprile 2012 ED LAURIE (Uk)
sabato 19 maggio 2012 ALEXANDER TUCKER (Uk)
sabato 26 maggio 2012 CHARALAMBIDES (Usa) tbc
sabato 2 giugno 2012 AVA MENDOZA (Usa)
Con gli occhi e le orecchie sempre volti alle proposte di qualità del circuito indipendente, e in particolare alla zona grigia e di confine tra rock, folk, elettronica e sperimentazione, la rassegna di quest'anno avrà un profilo più internazionale (ma non mancheranno collaborazioni e opening di artisti locali, ancora da definire).
L'inizio è di quelli col botto. Assente dall'Italia da oltre dieci anni, e in generale molto parco nelle esibizioni live, sabato 17 marzo si esibisce Mark Nelson e la sua creatura PAN AMERICAN. Un progetto di culto che mette d'accordo appassionati di post-rock, seguaci dell'elettronica più dilatata e ambientale, amanti delle profondità sonore del dub e della minimal techno più rarefatta ed elegante. Affianco a Nelson (chitarra ed elettronica) ci sarà il batterista e sperimentatore Steven Hess (già con Fennesz, Locrian e Sylvain Chauveau).
Aprile sarà il mese del songwriting: quello più vellutato e avvolgente, tra folk elettrico e jazz, di Ed Laurie (domenica 15) astro nascente della canzone d'autore inglese (benché spirito girovago, non a caso qui accompagnato da una band di Bolzano) e quello più bislacco e imprevedibile dei Miss Massive Snowflake (sabato 28), terzetto di Portland capitanato da Shane de Leon dei Rollerball.
Maggio è il mese della sperimentazione: arriva da Kent (Uk) Alexander Tucker (sabato 19), autore che, districandosi tra glockenspiel, effettistica, chitarra acustica e viola e forte di una voce grave e scura, piega delle composizioni di matrice essenzialmente pop ad atmosfere e immaginari vagamente apocalittici. Una settimana dopo è la volta dei Charalambides (sabato 26), cult-band texana formata dagli ex coniugi Tom e Christina Carter e vera e propria istituzione della odierna avanguardia psichedelica, tra raga indiani e subliminali mantra chitarristico/vocali.
Giugno si apre nel segno della rivisitazione della musica tradizionale americana col concerto di Ava Mendoza (2 giugno): chitarrista compositrice e musicista elettronica di Oakland (CA), collaboratrice di Carla Bozulich e Nels Cline, Ava sarà accompagnata alle percussioni e al vibrafono da Marco di Gasbarro (batterista di Squartet e Ardecore), in una personale e visionaria rilettura di traditional, swing, blues e melodie radicate nella memoria collettiva.
In via di definizione il secondo concerto di giugno e quello/i di luglio.
ED LAURIE
Nelle scorse settimane Ed Laurie (e la sua band) hanno suonato live a Moby Dick (radio 2 rai) e hanno ricevuto una bellissima intervista e recensione sulla homepage di Ondarock.
Il disco è uscito il 31 gennaio, ed è 4 stelle sul Mucchio di gen/feb, 3 stelle su JAM e Buscadero, e apprezzatissimo anche sulle sponde di Sentire & Ascoltare (http://issuu.com/sentireascoltare/docs/sa87i/53#share).
"... un universo abitato da pop visionario (East Wind, Side Of A Candle) e congetture su nuove "settimane astrali" (No Sign of Al, High Above Hearthache), da folk sottratto a steppe (Spirit of Stairway) e cieli latini (When The Fire Dies Down), da un Nick Drake ache finalmente trova pace in oriente (Somewhere Gone). Gemme sfavillanti che farebbero a brandelli l'anima di chiunque in qualsiasi epoca e oggi prenotano un posto nelle classifiche di fine anno, ma soprattutto nel profondo del cuore. Non è da tutti, proprio no"
Giancarlo Turra, Mucchio Selvaggio gen/feb, ****
"Linguaggi diversi ma una sola direzione: il cuore. Il terzo album del londinese Ed Laurie (contornato da un ensemble jazzy praticamente tricolore da dieci e lode) è proprio laggiù che ama colpire nello spazio compresso in dieci mirabili tracce d'altri tempi. Voce profonda, electrofolk smussato, in un percorso ideale che parte da Leonard Cohen, passa per la dolcezza di Van Morrison fino a toccare l'anima mai doma di Jeff Buckley (forse la luce più chiara tra le ispirazioni dell'autore - come ben si ascolta da ˜Across The Border" in giù). Disco squisito, commovente a tratti, rumoroso come il movimento felpato di fronde scosse dal vento..."
http://www.nerdsattack.net/?p=29931
"Ed Laurie evokes the feeling of calm before the storm. With haunting vocals and gentle, Spanish-inflected guitar, 'Meanwhile In The Park' is a dark and stormy affair. Like all great songwriters, Ed Laurie takes his influences and moulds them into something entirely new and unique. An artist of rare and exceptional talent"
NIGEL WILLIAMSON, THE GUARDIAN
PAN AMERICAN
RIOT STUDIO
wakeupandream & breakfast after noon
presentano
PAN AMERICAN (Usa / Kranky)
www.kranky.net
Primo appuntamento della seconda edizione di "A Casa". Come da tradizione, concerti di sabato e inzio sul far della sera....
ingresso 10€ + tessera 2012
Inizialmente parallelo al percorso della band d'origine, i seminali LABRADFORD, PAN AMERICAN è il progetto solista di MARK NELSON, da Chicago. Nato nel 1997 e improntato alla ricerca di una originale commistione tra ambient, dub e minimal techno, il cammino di Nelson ha gradualmente deviato verso distese sonore ampie e dilatate, di stampo fortemente cinematico, finendo per far assumere a Pan American il ruolo di ideale continuazione dell'esperienza Labradford nonché quello di colonna portante del suono KRANKY, l'etichetta che da sempre rilascia i suoi lavori.
Le esibizioni dal vivo di Nelson (sia con Labradford che con Pan American) si contano, negli anni, sulle dita di una mano. Manca dall'Italia dal 2000 e questo (se mai ce ne fosse bisogno) conferisce al concerto lo status dell'evento imperdibile. MARK NELSON (chitarra ed elettronica) sarà affiancato alla batteria e al synth da STEVEN HESS, compositore e sperimentatore già al fianco di FENNESZ, LOCRIAN, SYLVAIN CHAUVEAU, DAVID DANIELL e molti altri
"La storia dei Labradford e poi di Mark Nelson / Pan American è la storia di una corsa nel tempo stando fuori dal tempo... Il suono di Nelson ha qualità evidentemente romantiche, ed è sorprendente che le suggestioni nascano da suoni elettronici e per lo più strumentali, non fosse che si tratta di un romanticismo estremamente asciutto e rigoroso... Un cantautore del tutto sui generis, improbabile ibrido tra Mark Hollis e il Van Morrison mistico della seconda metà degli anni '70. Distratto e distante dal mondo, acceso dalla forza terrigna e trascendente del suono" (Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up)
"Distensione, apertura, conciliazione, dilatazione. Ecco, in quattro parole, descritta l'essenza Pan American: il vuoto a 360 gradi"
http://www.ondarock.it/elettronica/panamerican.htm
Discografia
Pan American (Kranky, 1998)
360 Business / 360 Bypass (Kranky, 2000)
The River Made No Sound (Kranky, 2002)
Quiet City (Kranky, 2004)
For Waiting, For Chasing (Mosz, 2006)
White Bird Release (Kranky, 2009)
info@wakeupandream.net / info@riotstudio.it
TRACCE
Malamùt unde Malingut Teatr presenta
“TRACCE”
a cura di Enzo Mirone
24 - 25 - 26 febbraio
2 - 3 - 4 marzo
dalle 10.30 alle 19.30 con pausa pranzo
IL WORKSHOP
Tracce è un percorso di ricerca al limite tra l’indagine di se e del proprio vissuto, l’esplorazione delle proprie capacità d'invenzione, la scrittura inesorabilmente nuda ed essenziale, la messa in spazio affidata ai mezzi del corpo e il potere di suggestione poetica del mezzo filmico.
Il workshop si articola in diverse fasi, dalla cui successione risulta un procedimento compositivo originale e ricco di sfaccettature.
Un esercizio di lettura, ricerca, scrittura, racconto, messa in spazio e, infine, in video a partire da poche semplici “tracce”, appunto, che danno, di volta in volta, l’avvio e la direzione al percorso.
PERCORSO
Il lavoro pratico ha lo scopo di stimolare, riportando alla luce, una naturale necessità di “mettersi in gioco nel tentativo di cavarne un gioco” le cui regole dovranno essere inventate, codificate, applicate e, di volta in volta, disimparate per rendere possibile la creazione di nuove e comunemente condivise dai partecipanti, proprio come in una sorta di grande gioco di società che, rigenerandosi, reinventa costantemente se stesso allo scopo di far perdere quelle stesse “tracce”.
Sul piano espressivo, questo percorso di laboratorio si propone di coniugare, attraverso grande disciplina applicata ad una solida base tecnica, la necessità interiore alle esigenze della forma da una parte e del mezzo tecnico dall’altra. Un delicato e fragile equilibrio tra l’artificialità della costruzione e della codificazione e l’implacabile spinta della verità a scapito della semplice realtà.
Sul piano teorico si intende mettere in opera un procedimento di ricerca e composizione di “materiali” provenienti dai campi più diversi, dall’arte nelle sue molteplici forme (letteratura, poesia, pittura, scultura, musica, cinema, teatro, danza…) alla vita quotidiana nelle sue manifestazioni più elementari e brutali secondo modelli combinatori e schemi spaziali desunti da giochi, almanacchi, rompicapi, architetture e mappe reali o immaginarie e quant’altro ci permetta di “tracciare” e percorrere le linee guida del racconto attraverso l’uso dei diversi linguaggi e creare una logica che ordini testi, azioni e situazioni elaborate durante il lavoro.
OBIETTIVO
Affrancare i corpi e il loro linguaggio da stereotipi ed abitudini legati alla quotidianità e di sostituire con un nuovo equilibrio ed un nuovo linguaggio “artificiale” quello “naturale” oramai infranto attuando uno spostamento della realtà, dal piano della quotidianità, appunto, a quello della costruzione “artistica” rielaborata infine attraverso il linguaggio del video con l’intento di dare vita ad un “mondo” che risulti dall’incastro, la sovrapposizione, l’associazione e la fusione delle vicende personali e quelle riportate, siano esse reali o reinventate, di tutti i partecipanti.
IL LABORATORIO
prima fase: esplorazione corporea e raccolta del materiale
seconda fase: improvvisazione ed esplorazione del materiale
terza fase: scrittura ed organizzazione del materiale
INFO necessarie
le riprese video verranno effettuate durante tutte le fasi del lavoro.
Gli incontri giornalieri prevedono cinque ore di lavoro.
La partecipazione al laboratorio implica una totale disponibilità da parte dei partecipanti dato che l’elaborazione del materiale necessario avviene giorno per giorno.
Il laboratorio è aperto ad un min. di 10 e un max di 15 partecipanti ai quali sarà segnalata l’indicazione di lettura di un’opera (testo, quadro, musica…) la cui conoscenza approfondita sarà condizione imprescindibile.
Sarà indicato un “corredo” di abiti, accessori ed oggetti necessari al lavoro.
Di giorno in giorno i partecipanti dovranno fornirsi di ulteriori materiali necessari in base alle diverse esigenze.
Il workshop si svolge al Riot studio in via s. Biagio dei Librai , 39 Palazzo Marigliano
La prenotazione : inviando mail di conferma a enzomirone@libero.it e info@riotstudio.it
info:
enzo mirone 3384203012
enzomirone@libero.it
Breakfast after noon / Riot studio
081 790 11 66
A HAWK AND A HACKSAW
A HAWK AND A HACKSAW sonorizzano "Le ombre degli avi dimenticati" (S. Paradjanov)
www.ahawkandahacksaw.net
"Le ombre degli avi dimenticati" (1964) è il capolavoro del regista russo SERGEJ PARADJANOV. Salutato come un genio del calibro di Antonioni, Tarkovskij e Fellini (che ne è stato un grande ammiratore), i suoi film sono allegorici e misteriosi come affreschi bizantini. Acclamata a livello internazionale, l'opera visionaria e poetica di Paradjanov è stato guardata con sospetto in patria e considerata sovversiva dalle autorità sovietiche che hanno anche bandito e imprigionato il regista (morto nel 1990).
"Le ombre degli avi dimenticati" racconta di una storia d'amore e perdita ambientata sulle montagne dei Carpazi e presenta una suggestiva combinazione di folklore, magia e simbolismo religioso. Fotografia e colore, utilizzati dal regista in maniera surreale, forniscono al film un senso di vertigine, di sogno misto a realtà.
La musica di A HAWK AND A HACKSAW, così meravigliosamente intrisa del colore e del romanticismo della tradizione popolare esteuropea, ne è il perfetto complemento. Il duo di Albuquerque (New Mexico) interagisce con i dialoghi e il sonoro del film, accentuandone alcune parti, sovapponendosi ad altre ed inserendo altrove vere e proprie tracce originali: svanisce così il confine tra sonorizzazione dal vivo e colonna sonora preesistente, in modo non dissimile da come lo stesso film di Parajanov nasconde ed elude il confine tra realtà e magia.
http://vimeo.com/20045770
A HAWK AND A HACKSAW (Usa / Leaf - LM Duplication)
Iniziato come progetto solista nel 2000 dal fisarmonicista e batterista JEREMY BARNES (ex membro della indie rock band NEUTRAL MILK HOTELl), AHAAH diventa un duo nel 2004, in seguito all'incontro di Barnes con la violinista HEATHER TROST. La coppia inizia la sua avventura che li porta a Budapest, in Ungheria, dove vivono per due anni e dove collaborano e suonano con alcuni dei musicisti folk più popolari del paese (FANFARE CIOCARLIA). Le successive tournée li portano negli Stati Uniti e in Europa, sia per conto proprio o assieme a grandi nomi del panorama musicale come PORTISHEAD (loro fans dichiarati) CALEXICOe i compaesani del New Mexico BEIRUT (nei cui dischi AHAAH spesso collaborano), consacrandoli vera e propria band di culto.
Hanno all'attivo quattro lp e un ep sulla prestigiosa label inglese LEAF e due lp sulla propria personale etichetta LM DUPLICATION: uno uscito due anni fa (l'ottimo "Cervantine") e il prossimo, nei negozi in primavera, appena finito e con la produzione di John Dieterich dei DEERHOOF!
BREAKFAST AFTER NOON
Breakfast after noon è un'associazione culturale che gestisce lo spazio open del Riot Studio.
B_A_N nasce per riaprire all’intrattenimento questo spazio caro alla città promuovendo un'attività culturale legata principalmente a una musica che ben si coniuga alla caratteristiche del luogo e la promozione di linguaggi che si muovono su territori in cui la creatività sia l’attrazione principale.
L'associazione promuove altresì la cultura del territorio e i temi della sostenibilità attraverso incontri e laboratori.


























































