I Baby Blue sono una quartetto di Prato. Licenziano un ep, prodotto da nientemeno che sua Maestà Paolo Benvegnù e realizzato grazie al contributo della Fondazione Arezzo Wave, avendo appunto vinto il premio indetto da quest’ultima nell’anno di grazia 2006. E di anno di grazia si tratta perché i Baby Blue, lungi dall’essere un mero riadattamento all’italiana di chissà quale nuovo o vecchio sound prodotto
e sperimentato in chissà quale capitale straniera, realizzano un lavoro che ne rappresenta in maniera eloquente il talento e la personalità. Senza mai allontanarsi da quella tradizione che ha saputo fare del rock’n’roll una forma d’arte oscura, scarna e ruvida come poche e che ha visto in New York, sin dai tempi della Factory , la sua sede privilegiata e procedendo sempre su un’ossatura
profondamente blues, i quattro pratesi riescono a liberare questa parola dalla sua accezione di genere per trasvalutarne il senso in un orizzonte direi ideologico, attitudinale e per questo fuori dal tempo. Davvero un gran ep, scarno, malinconico, duro, grezzo e oscuro quanto basta per renderli una realtà unica nel nostro Paese. Li aspettiamo con trepidazione alla prova su lunga distanza, nel
frattempo ci consoliamo con questo bell’ep che sa spaziare con grande stile dal divertissement indie-pop, al blues più aggressivo e disperato. Per info: www.baby-blue.it Ian Della Casa
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