Non bisogna mai sottovalutare una band che ha il coraggio di presentarsi, per la sua prima apparizione di una certa rilevanza (dopo un paio di album sotterranei, ‘Stigmata High-Five’ è l’esordio per un’etichetta di rilevanza mondiale come la Relapse Records), con una traccia iniziale realmente significativa qual è ‘La Dernière Image’, dove i Fuck The Facts si inoltrano in un vortice musicale disorientante
e ne fuoriescono dopo sette minuti di peripezie strumentali varie. E in effetti se la formazione canadese voleva attirare su di sé l’attenzione dell’ascoltatore più selettivo e attento all’aspetto strutturale, oltre che formale, vi è riuscita pienamente. Qui siamo al cospetto di un gruppo che parte dal grind-core per muoversi in maniera tentacolare ad ampio raggio. O forse sarebbe meglio dire
che il grind-core viene utilizzato quale base di appoggio, o quale elemento di raccordo, per una migliore coesione tra le parti. Parti che possono essere i fraseggi variabili, tanto death/black quanto heavy metal, free jazz, hardcore e persino al limite del doom, con un impianto di base che non può certo prescindere dal noise rock più violento e opprimente. Riff dissonanti e pesanti, batteria
schizofrenica, break improvvisi, effetti elettronici calibrati, cambi di tempo radicali e linee vocali insane e abrasive, magnificamente gestite dalla signorina Melanie Mongeon (una forza della natura). Una devastazione calcolata che si trascinerà dietro tutti coloro i quali già declamano i nomi di Converge, Dillinger Escape Plan, Exit 13, Pig Destroyer, Association Area, Cryptopsy e Cephalic Carnage!
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